14thApr

Santa Luisa de Marillac

Nata illegittima, nel 1591, da Luigi de Marillac, Luisa ricevette il nome della nobile famiglia paterna, ma non i diritti legali. Fu educata in un collegio per ragazze aristocratiche sino a 14 anni, quando, alla morte del padre, fu messa a pensione presso una “damigella povera” che ospitava ed educava fanciulle. Intelligente, priva di affetti, tormentata nello spirito, Luisa si dedicò allo studio, raggiungendo un alto grado di cultura filosofica e teologica. A 21 anni fece domanda di entrare in un monastero, ma fu rifiutata per la sua salute cagionevole. I nobili parenti la diedero allora in sposa a Monsieur Le Gras, un ricco borghese quarantenne. Ma né il matrimonio né la nascita di un figlio diedero pace al suo tormento e Luisa cadde a poco a poco in uno stato morboso di dubbi, scrupoli religiosi, smarrimento.

Nel giorno di Pentecoste del 1623 ella ebbe la rivelazione che lo Spirito Santo le avrebbe indicato la via della salvezza e questa “illuminazione” rappresentò la prima svolta della sua vita. Il grande cambiamento avvenne però nel 1626 quando, rimasta vedova, conobbe Vincenzo de’ Paoli e, dopo molti tentennamenti, si affidò alla sua guida spirituale. Questi riuscì a poco a poco a guarirla dal suo stato morboso e a indirizzarla verso il servizio dei poveri, sino a fare di lei l’animatrice delle “Charités”. Per visitarle, riorganizzarle, consigliarle, Luisa percorse tutta la Francia con coraggio indomito.

La collaborazione tra questi due spiriti, tanto diversi tra loro ma uniti da una stessa vocazione, diede frutti straordinari. Infatti, quando apparve evidente che le signore delle “Charités”, impegnate in doveri familiari e mondani, non potevano adempiere totalmente il loro compito, essi ebbero l’intuizione di formare per questo servizio delle ragazze del popolo, disposte a consacrarsi totalmente a Dio e ai poveri. Nacque così, dallo straordinario sodalizio tra Vincenzo e Luisa, la Compagnia delle Figlie della Carità. A quest’opera Luisa si dedicò con saggezza, energia e dolcezza, per tutto il resto della sua vita. Morì nel 1660, pochi mesi prima di Vincenzo. Fu canonizzata nel 1934. Nel 1960 Giovanni XXIII la proclamò Patrona delle assistenti sociali.

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